Vicenza, "Elettra" di Euripide al Teatro Olimpico
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Vicenza, “Elettra” di Euripide al Teatro Olimpico

Vicenza – “Elettra”, di Euripide, in programma nel fine settimana al Teatro Olimpico di Vicenza, nell’ambito del il 71esimo Ciclo di spettacoli classici. Andrà in scena sabato alle 20.30 e domenica alle 18.30, per  la regia di Daniela Nicosia, nella traduzione di Caterina Barone. Lo spettacolo è una produzione di Tib Teatro, interpretata da Gabriele Barbetti, Giulia Bisinella, Miriam Costamagna, Massimiliano Di Corato, Andrea Lopez Nunes e Caterina Pilon.

“È un episodio chiave – si legge nella presentazione dello spettacolo – nel racconto del mito degli Atridi, l’uccisione di Clitemestra e del suo amante Egisto compiuto per mano dei figli Oreste ed Elettra per vendicare l’assassinio del padre Agamennone. Nel naufragio della produzione tragica del V secolo la sorte ha voluto che la vicenda ci arrivasse, caso unico, nella scrittura dei tre grandi tragici: Coefore di Eschilo, Elettra di Sofocle ed Elettra di Euripide”.

“Elettra di Euripide presenta tratti singolari che la allontano dall’afflato religioso eschileo e dall’ambito eroico, come quello ancora presente nella coeva di Sofocle, ne fanno un modello che si presta in maniera significativa ad un contesto contemporaneo in cui l’azione assume i colori di una mattanza cieca mossa da pulsioni assolute, generata da sentimenti ambivalenti e oscuri in un contesto scarno, quasi da suburbio metropolitano. Fratelli assassini, complici nell’uccisione dell’amante materno, prima, e artefici poi del matricidio, vero nucleo della tragedia”.

“Ma qual è l’origine di questo impulso matricida? La tragedia, prima dell’intervento dei Dioscuri, che, nell’esodo, ne addossano la responsabilità ad Apollo, si conclude con queste parole di Elettra: … madre odiata e amata, affermazione, questa, che rimanda ad un universo freudiano ante-litteram. Rapporto madre-figlia, figli che uccidono chi li ha generati, atto simbolicamente necessario ad affrancarsi da essi, e in questo caso, proprio come in episodi recenti che la cronaca ci rimanda, realmente compiuto. Atto che nell’universo euripideo comporta uno sgretolamento interiore dei fratelli matricidi,  sgretolamento che corrisponde ad un disfacimento esteriore: bagnati del sangue materno i loro tratti appaiono alterati, così come i loro pensieri. Le certezze che avevano mosso le pulsioni omicide ora vacillano, in quell’umano procedere che tanto interessa Euripide”.

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