Autonomia, Sbrollini (Pd): "Dalla Lega solo parole"
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Autonomia, Sbrollini (Pd): "Dalla Lega solo parole"

Autonomia, Sbrollini (Pd): “Dalla Lega solo parole”

Roma – Sette mesi sono trascorsi dal giorno delle elezioni di marzo, e in tutto questo tempo non è stata ancora fatta partire la Bicamerale affari regionali. Una commissione, di cui faccio parte, che per norme costituzionali deve essere istituita e deve trattare tutte le tematiche regionali con parere consultivo per il governo. Quindi anche per i passaggi che definiranno le competenze che lo Stato demanderà alle regioni che ne hanno fatto richiesta.

Per i tempi e le modalità di trasferimento, il governo deve, prima di decidere, chiedere un approfondimento ed un parere a questa commissione. Che, ripeto, non c’è ancora. Del perché questa commissione non sia ancora stata convocata, bisogna chiedere ragione alla maggioranza giallo-verde, che evidentemente non ha ancora trovato il nome del presidente e dei vice. Alla faccia della richiesta di autonomia, dei proclami sbandierati ad ogni occasione.

La Lega non può cercare scuse. Prima, era tutta e sempre colpa del Pd che, a dire di Zaia, voleva rallentare l’iter. Ad ogni occasione persa (vedi il mondiale di ciclismo a Vicenza), Zaia spiega che con l’autonomia (l’autonomia del fare comunque con i soldi statali) sarebbe tutto diverso. Ad ogni Pedemontana che non procede, ad ogni Tav che non va avanti, ad ogni esternazione del ministro Toninelli, Zaia si rifugia nella propaganda dell’autonomia.

Ad ogni occasione celebrativa, Zaia predica che il governo statalista deve dare in fretta l’autonomia che il Veneto ha chiesto con un referendum (peraltro inutile, di pura propaganda e costosissimo). Ricordo che l’Emilia Romagna ha fatto analoghe richieste di autonomia senza indire referendum, semplicemente utilizzando gli articoli della Costituzione vigente.

Anche nell’ultima assemblea di Confindustria, alla domanda del presidente Vescovi che chiedeva quando finalmente si otterrà questa autonomia tanto richiesta, il governatore e la ministra hanno tergiversato imbarazzati, hanno raccontato la solita favola di Alice nel mondo delle meraviglie, hanno utilizzato la retorica  tradizionale del “quanto semo bravi”, ma non sono stati in grado di fornire i tempi. Altro che festeggiare l’anniversario dello “storico refeferendum” con l’annuncio dell’ottenimento delle 23 deleghe.

Zaia si dimentica volutamente di ricordare due cose: il governo vede la Lega al comando ed una ministra vicentina proprio nel dicastero che deve condurre in porto le autonomie richieste, mentre la maggioranza verde-gialla non riesce a far partire la Commissione intercamerale degli affari regionali necessaria per procedere con un iter corretto e quindi non impugnabile. La politica deve prima o poi finire di essere solo propaganda elettorale, e deve fare il suo mestiere principale: cose concrete e utili per i cittadini.

Senatrice Daniela Sbrollini

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