Fondazione Roi, Comune di Vicenza ambiguo?
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Fondazione Roi, Comune di Vicenza ambiguo?

Vicenza – E’ una delle questioni più delicate della vita politica e amministrativa di Vicenza in questi ultimi anni, quantomeno perché è collegata a doppio filo al disastro epocale della Banca Popolare di Vicenza. Parliamo del presente, passato e futuro della Fondazione Roi, istituzione culturale a sostegno della cultura in città che nel crack della BpVi è rimasta dissanguata, perdendo decine di milioni di euro, e della quale, negli anni chiave, era presidente quello stesso Gianni Zonin che guidava anche la banca vicentina e faceva il bello e cattivo tempo all’ombra dei berici.

Si parla da tempo di far chiarezza sulla vicenda della fondazione, e lo stesso sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, nei giorni scorsi, ha auspicato un’operazione trasparenza che consenta anche di capire quale sia l’attuale stato delle cose. Però, il 30 luglio, doveva tenersi una importante riunione del cda della Fondazione Roi, ma non c’è stata perché è mancato il numero legale. Tra gli assenti c’era anche il rappresentante del Comune di Vicenza, che invece con la sua presenza avrebbe probabilmente consentito il raggiungimento del numero legale e quindi lo svolgimento dei lavori del cda.

In questa riunione si doveva decidere se dare il via all’azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori della fondazione, e quindi rivalersi su di loro per il disastro economico. C’è o no da parte del Comune di Vicenza la volontà di dare il via a questa azione di responsabilità? Perchè il dirigente comunale alla Cultura e ai Musei non ha partecipato al cda decisivo della Fondazione Roi? Sono domande che si pone ora in una interrogazione il consigliere comunale di opposizione Raffaele Colombara

“Il cda della Fondazione Roi dello scorso 30 luglio – si legge nell’interrogazione di Colombara – era convocato, per la seconda volta, per esaminare e deliberare l’azione di responsabilità verso i precedenti amministratori. Ciò non è avvenuto perché tre consiglieri si sono assentati e hanno fatto mancare il numero legale. Alla seduta non ha partecipato il rappresentante del Comune di Vicenza, la cui presenza avrebbe molto probabilmente permesso il mantenimento del numero legale”.

“Al termine della vicenda – continua il consigliere comunale – il sindaco Rucco ha auspicato una seria operazione trasparenza, per garantire a questa prestigiosa istituzione, fondata per promuovere e sostenere la crescita culturale della città, una governance in grado di assicurare una gestione oculata e trasparente dell’importante patrimonio immobiliare e finanziario, già pesantemente intaccato dal fallimento della Banca Popolare di Vicenza… Una nobile dichiarazione di intenti o belle parole che nascondono una diversa verità?”

Nella sua interrogazione il consigliere comunale di centrosinistra chiede innanzitutto di sapere “per quale ragione il direttore del settore cultura comunale non fosse presente alla seduta del cda della Fondazione Roi del 30 luglio. Inoltre – conclude Colombara -, era consapevole, il sindaco, che anche la sola presenza sarebbe stata determinante per l’approvazione del provvedimento proposto dal presidente della Fondazione, ovvero l’azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori?” Insomma, è stato solo dilettantismo o altro?

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