Ciambetti: "E se fosse stato figlio di un leghista...?
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Razzismo: Daisy Osakue, nelle foto che ha postato oggi su Facebook per denunciare l'accaduto
Daisy Osakue, nelle foto che ha postato su Facebook per denunciare l'accaduto

Ciambetti: “E se fosse stato figlio di un leghista…?

Dobbiamo un po’ tutti cospargerci il capo di cenere. Qualche giorno fa abbiamo gridato all’atto di razzismo per l’uovo scagliato nell’occhio della giovane discobola di colore, della nazionale italiana, Daisy Osakue. Al di là di questo singolo episodio, dietro al quale sembra non ci sia razzismo ma solo alcuni viziati figli di papà (uno dei quali è perfino figlio di un consigliere comunale del Pd), resta comunque vero che c’è un’atmosfera pesante in Italia, in questo periodo, una pesantezza (questo è vero) accentuata proprio da chi la strumentalizza.

Roberto Ciambetti
Roberto Ciambetti

A parte le analisi e le dietrologie, che del resto stanno a zero, facciamo ammenda anche noi, e prendiamo atto che l’occhio tumefatto e la lesione alla cornea della giovane atleta italo-nigeriana sono frutto di una stupida bravata e non di una ideologia distorta, e di questo ci rallegriamo sinceramente. E per andare più a fondo alla questione, proponiamo di seguito un intervento su questo tema del presidente del consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, esponente di spicco della Lega…

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Venezia – Mi chiedo cosa sarebbe successo se tra i lanciatori di uova che hanno ferito, tra le altre vittime, anche la discobola Daisy Osakue, vi fosse stato il figlio di un leghista veneto. Con la descrizione di un paese irreale in preda a rigurgiti razzisti, il paese reale è cosa ben diversa da quella che le élite  vorrebbero far credere. Per quanto riguarda Daisy Osakue, le auguro un pronto  e pieno recupero, la completa guarigione e il ritorno nella pedana di lancio, speranza che penso sia condivisa da tutti.

Mi colpisce, piuttosto, vedere come maitre a penser della politica pret a porter abbiano immediatamente annacquato le roboanti parole dei giorni scorsi, definendo alla fine una goliardata l’impresa dei tre ragazzi sfaccendati, liquidando, come se nulla fosse, le polemiche abnormi dei giorni scorsi. Se fossero stati dei veneti figli di leghisti, o di esponenti del centro destra, i tre ragazzi e le loro famiglie sarebbero stati tutti messi alla gogna mediatica, con l’indignazione della sinistra, manifestazioni, girotondi e valanghe di dichiarazioni.

Forse qualche giornale cattolico avrebbe dedicato loro la prima pagina e, non potendo  abusare del Vade Retro, avrebbero titolato a piena pagina Vexilla regis prodeunt inferni. Alighieri a parte,  siamo passati, nel volgere di poche ore, dalla tragedia nazionale alla farsa goliardica, e su questo bisognerebbe riflettere.  In verità la Lega di Salvini spaventa perché ha dimostrato che era possibile fare qualcosa per contenere al massimo gli sbarchi di immigrati economici.

Ha anche dimostrato poi come le forze dell’ordine possano agire in maniera durissima contro spacciatori, immigrati violenti e prevaricatori, come abbiamo visto fare a Mestre e come ci auspichiamo accada in tante altre città che hanno bisogno di vedere che lo Stato c’è e fa rispettare la legge. Cambiare si può. Cambiare si deve: chi ha vissuto grazie alle maglie larghe della spesa pubblica deve capire che la musica è finita. Ed è finita anche per i rivoluzionari in cachemire.

Roberto Ciambetti

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